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Notizie dalla Cisl
31/08/2010
MEZZOGIORNO

Santini: "Positiva ricognizione sulle risorse proposta da Fitto. Ma ora serve Accordo Governo-Regioni- Parti Sociali".


24/08/2010
FIAT

Bonanni: "Le sentenze si applicano: Fiat non cada nella trappola della Fiom".


24/08/2010
ALLUVIONE PAKISTAN

L'alluvione colpisce 15 milioni di persone. Iscos Cisl lancia un appello urgente di raccolta fondi.


29/07/2010
FIAT: BONANNI A TORINO

Bonanni: "Si al piano Fabbrica Italia e su accordo Pomigliano Marchionne chiarisca che le modalità d'investimento rimangano nel perimetro delle regole del nuovo sistema contrattuale".


27/07/2010
FIAT

Fiat. Cisl Piemonte: "Auspichiamo piena conferma Fabbrica Italia".


22/07/2010
RINNOVO CONTRATTO COMMERCIO

Iniziate questa mattina con la Confcommercio le trattative per il rinnovo del contratto nazionale del settore. Oltre 3 milioni i lavoratori interessati.


21/07/2010
CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO

Baratta a Brunetta: "Sbagliato fare media del pollo, blocco contrattazione non è provvedimento di giustizia sociale".


21/07/2010
FIAT

Bonanni: "I conti economici presentati sono una buona premessa, non solo per Pomigliano, ma per il piano generale della Fiat in Italia". 


19/07/2010
VACANZE A RISCHIO

Adiconsum: "Viaggi del Ventaglio fallisce e i consumatori, ancora una volta, rimarranno senza vacanza e senza rimborso. Basta con un sistema che favorisce i “furbi” e condanna i turisti. Subito Fondi Paritetici che garantiscano i consumatori".


16/07/2010
FIAT

Bonanni: "Sciopero Fiom è stato un flop. Per riprendere dialogo ora Epifani riporti la categoria sulla retta via".


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News

FIAT: BONANNI A TORINO

Bonanni: "Si al piano Fabbrica Italia e su accordo Pomigliano Marchionne chiarisca che le modalità d'investimento rimangano nel perimetro delle regole del nuovo sistema contrattuale".


"Sì al piano 'Fabbrica Italia' riconfermato dall'amministratore delegato Sergio Marchionne".

Un sì "senza se e senza ma" quello che il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni ha espresso nel corso dell'incontro svoltosi a Torino nella sala della Giunta regionale, in Piazza Castello per discutere del futuro degli investimenti del Lingotto, dopo la decisione di trasferire la produzione della monovolume in Serbia. "Un sì - spiega il Segretario generale della Cisl - che vale anche per l'accordo a Pomigliano ma vogliamo che Marchionne faccia chiarezza sul fatto che le modalità dell'investimento rimarranno nel perimetro delle regole del nuovo sistema contrattuale che abbiamo costruito".

"Stiamo lavorando in tutte le aziende per salvare i posti di lavoro" - ha poi ricordato Bonanni - Non abbiamo preclusioni quindi a discutere con la Fiat. Spero che la Fiat non si presti al gioco del 'tanto peggio, tanto meglio'. I nodi vanno sciolti con responsabilità e alleanze forti". La Cisl comunque chiede al Lingotto di "precisare il numero delle auto che intende produrre e i modelli che si costruiranno nei vari siti in modo che ognuno possa valutare le ipotesi per non prestare il fianco a chi è contrario per definizione. Quindi - ha concluso Bonanni - noi diciamo a Marchionne che per quanto riguarda la Cisl la risposta è sì".

Già questa mattina, intervistato da Radio Anch'io prima dell'incontro, Bonanni aveva ribadito: "Fiat deve confermare che intende mantenere la quota di produzione in Italia secondo quanto previsto dagli accordi; deve inoltre non perdere la calma e non creare un clima da caserma. Chiederemo a Fiat di confermare che saranno 1,4 milioni gli autoveicoli che dovrà costruire in Italia a fronte dei 600mila attuali, quindi più che un raddoppio - ha aggiunto - e poi chiederemo per ogni sito industriale quale sarà il prodotto. Su Torino ad esempio non ritengo secondo me non è un problema che si sposti la produzione in Serbia della monovolume a condizione che a Torino si costruisca un modello prestigioso. Mirafiori può costruire modelli medi e di alta cilindrata non ancora affidati. Noi - ha aggiunto - diciamo a Fiat di stare con le bocce ferme, di stare calma e di non perdere la pazienza. Abbiamo fatto un accordo che vuole rendere le nostre fabbriche e i nostri autoveicoli competitivi con il resto del mondo. Non deve preoccuparsi. Questo da solo la stura e presta il fianco a quegli sfascisti che da un mese e mezzo stanno facendo di tutto perché gli investimenti di Fiat di 20 miliardi, non si facciano. Invece - ha ribadito - noi quegli investimenti li vogliamo non solo per fortificare le aziende ma anche per dare indicazioni ai mercati e agli investitori internazionali perché capiscano che in Italia si può investire". Quanto ai timori di Fiat di un clima conflittuale in azienda, Bonanni ha osservato: "Fiat deve confidare nella grande maggioranza dei lavoratori che sanno benissimo che se vogliono avere i loro diritti devono avere una fabbrica che sia competitiva nel mondo. A Fiat diciamo di andare avanti ma senza perdere di vista che 'Fabbrica Italia' non deve essere fatta a 'mo' di caserma' ma deve essere fatta in una realtà dove c'è coesione sociale, partecipazione e serenità: chi si pone fuori da questo si pone fuori da solo".



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